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Up-skilling vs. re-skilling: dove conviene investire adesso?

2025-09-24 13:02

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Up-skilling vs. re-skilling: dove conviene investire adesso?

Up-skilling e re-skilling sono strategie chiave per affrontare l’obsolescenza delle competenze e vanno scelte in base ai cambiamenti del settore.

Contesto


Il cambiamento tecnologico e organizzativo ha reso le competenze un bene a rapida obsolescenza. L’up-skilling – ovvero l’aggiornamento di competenze esistenti – e il re-skilling – la riconversione verso competenze completamente nuove – sono diventati due pilastri delle strategie HR moderne. Sebbene spesso vengano citati insieme, si tratta di approcci profondamente diversi, che richiedono analisi specifiche per comprendere dove investire tempo e risorse.

 

Perché è rilevante oggi


Il World Economic Forum stima che entro il 2027, oltre il 50% dei lavoratori dovrà acquisire nuove competenze per restare competitivi. La decisione tra up-skilling e re-skilling non è banale: il primo è indicato in settori con evoluzioni progressive, dove il core skill set resta valido e va solo aggiornato; il secondo è vitale in settori colpiti da disruption, automazione o innovazioni radicali. Adottare la strategia sbagliata significa rischiare di investire in competenze destinate a diventare rapidamente irrilevanti.

 

Come si applica concretamente


Un approccio strategico prevede un’analisi approfondita dei trend di settore, l’identificazione delle competenze chiave per il futuro e una valutazione della distanza tra competenze attuali e richieste. L’up-skilling può tradursi in programmi mirati, come corsi brevi, micro-learning e certificazioni specifiche. Il re-skilling, invece, richiede percorsi più strutturati, spesso di lunga durata, con forte componente pratica e supporto di tutor o mentor. Un esempio concreto è quello di AT&T, che ha lanciato un programma massivo di re-skilling per trasformare migliaia di tecnici in sviluppatori e specialisti di reti digitali.

 

Conclusione


Up-skilling e re-skilling non sono in competizione, ma complementari. La sfida per le aziende è capire quando utilizzare l’uno o l’altro, o come combinarli. La chiave è legare queste strategie alla visione aziendale e ai piani industriali, evitando interventi isolati e reattivi.

 

Link utile / casi di riferimento

 

 

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